Crediti RSPP e ASPP: quando scadono e come dimostrarli con il nuovo Accordo
Il nuovo Accordo Stato-Regioni (ASR) 2025 non ha cambiato le ore di aggiornamento, ma ha reso più esplicito ciò che conta davvero: poter dimostrare, in qualsiasi momento, che l’abilitazione è ancora valida.
Per un RSPP o un ASPP, la scadenza dell’aggiornamento non è un evento che compare sul calendario una volta ogni cinque anni. È uno stato di abilitazione che deve restare dimostrabile lungo tutto il quinquennio, e in particolare nel momento in cui l’incarico viene affidato o rinnovato.
È un cambio di prospettiva sottile ma decisivo, soprattutto in un’azienda strutturata dove le figure del Servizio di Prevenzione e Protezione sono più di una, magari su settori diversi. Bisogna quindi spostarsi da “quando scadono i crediti per RSPP” a “sono in grado di dimostrarne il loro ottenimento?”.
Cosa dice realmente il nuovo ASR sui crediti di RSPP e ASPP
Il nuovo Accordo Stato-Regioni, in vigore dal 24 maggio 2025, ha abrogato il precedente Accordo del 7 luglio 2016 e ha riunito in un unico testo la formazione delle diverse figure della sicurezza. Dal 24 maggio 2026, concluso il periodo transitorio, le nuove disposizioni si applicano integralmente.
Sul fronte specifico dell’aggiornamento di RSPP e ASPP, però, conviene essere precisi, perché è qui che circolano più fraintendimenti.
Le ore non cambiano. Resta l’obbligo di aggiornamento quinquennale, pari a 40 ore per l’RSPP e 20 ore per l’ASPP, distribuibili nell’arco dei cinque anni.
Cambiano, o meglio si precisano, altre cose che pesano sulla gestione quotidiana:
- La decorrenza del quinquennio. Il conteggio dei cinque anni parte dal completamento del Modulo B comune, non dal Modulo A né dal Modulo C. In presenza di più figure con storici formativi diversi, questo significa date di partenza diverse da presidiare.
- La sospensione al posto della decadenza. Se l’aggiornamento non viene completato entro i cinque anni, la funzione non può essere esercitata fino al recupero delle ore mancanti, ma il credito formativo di base non si perde. La decadenza vera, con l’obbligo di rifare l’intero percorso abilitante, scatta solo dopo dieci anni di inattività formativa.
- La qualità dell’aggiornamento. L’aggiornamento deve essere pertinente al settore e documentato in modo tracciabile, non una ripetizione generica dei contenuti di base.
Il filo conduttore è chiaro, l’Accordo non alza l’asticella delle ore ma quella della dimostrabilità.
Perché in azienda strutturata il monitoraggio manuale diventa fragile
Immagina un HSE Manager che segue, oltre a sé stesso, due addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione interni. Uno opera nel settore chimico, con il relativo modulo di specializzazione, l’altro no. Ciascuno ha una data di completamento del Modulo B diversa, quindi un quinquennio che decorre in un momento diverso. Gli aggiornamenti si accumulano nel tempo, alcuni frequentati all’esterno, con attestati che arrivano quando arrivano.
Finché tutto questo vive in un foglio di calcolo, il calcolo funziona solo finché qualcuno lo tiene aggiornato a mano. Basta un attestato non registrato, una decorrenza calcolata sul modulo sbagliato, un aggiornamento pertinente a un settore ma non a quello giusto, e lo stato reale dell’abilitazione smette di coincidere con quello che il foglio racconta.
Un credito non dimostrabile, ai fini pratici, è un credito che non c’è.
Dallo scadenzario alla gestione reale della formazione
Il punto non è dotarsi di un promemoria più intelligente, ma smettere di trattare i crediti di RSPP e ASPP come un file a parte e iniziare a trattarli come parte del sistema formativo dell’azienda, dove ogni ora frequentata, ogni attestato e ogni verifica concorrono a uno stato consultabile e ricostruibile.
È lo stesso passaggio che il nuovo ASR spinge sull’intera gestione della formazione: dalla formazione erogata alla formazione progettata e verificabile nel tempo. Se vuoi il quadro completo di come cambia la prospettiva sulla formazione con il nuovo Accordo, lo abbiamo approfondito nell’articolo Formazione per la sicurezza: da obbligo normativo a sistema integrato.
I crediti delle figure SPP sono un tassello di quel sistema, e gestirli separatamente è ciò che li rende fragili.
Quando la formazione è gestita come processo strutturato, il monte ore maturato, gli aggiornamenti e le relative scadenze non vanno ricostruiti a mano al bisogno: sono già disponibili, con lo storico dei corsi frequentati e i documenti collegati. Lo stato di ciascuna figura è visibile a chi deve presidiarlo, e resta dimostrabile anche a distanza di tempo, in sede di verifica come al momento di affidare un incarico.
È questa la logica del modulo Formazione di Risolvo: portare durate, periodicità e scadenze dentro un sistema aggiornato al nuovo Accordo, così che il presidio delle scadenze smetta di essere un lavoro manuale e diventi una conseguenza del processo.
Verifica se lo stato delle tue figure SPP è dimostrabile oggi
Se in azienda segui più figure del Servizio di Prevenzione e Protezione e vuoi capire se il loro stato di aggiornamento è realmente ricostruibile e coerente con il nuovo Accordo, un confronto operativo è spesso il modo più semplice per far emergere le aree scoperte.
Verifica lo stato delle tue figure SPP con un confronto operativo.